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ragionata della matematica in rete.
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Pi:
il teorema del delirio
[FILM]
regia di D. Aronofsky, durata 1h24m, USA 1998
Max
Cohen è il classico genio matematico: solitario, trasandato,
geniale e sempre più prossimo alla follia. Fortemente convinto
della sua teoria per cui tutto il creato parla nei termini della
matematica, Cohen ricerca la chiave per la comprensione universale
con l'ausilio del suo supercomputer (battezzato Euclide). Una chiave
che fa gola a molti, per questo max sarà braccato dagli "squali"
di Wall Street e da una setta ebraica che studia la cabala.
La
genialità del giovane matematico porta a scoperte insopportabili
per la sua sanità mentale e fisica. Anche il suo maestro
cercerà di dissuaderlo da quella ricerca che aveva inquinato
anche il suo passato di matematico portandolo all'infarto.
Un
film che incuriosisce anche se calca temi non originalissimi (il
rapporto fra trascendente e numeri, il binomio matematica-follia...).
Forse rischia troppo spesso di confondere matematica e numerologia
e lascia troppe domande senza risposta (cos'è il cervello
sanguinante nella stazione? cosa ha in testa Cohen?). Per contro
il finale. per quanto scorcertante, è paradossalmente rasserenante.
Cohen si arrende, ripudia quella ragione che ha sempre amato.
Una
fotografia in bianco e nero, sgranata e racchiusa in una cornice
nera, accompagnata da un montaggio fortemente concitato aumenta
il pathos del film soprattutto nei momenti topici del film (oltre
a ricordare le scelte del "Dogma 95" di Lars Von Trier
e compagni).
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